IL METODO 216, L’ANGELOLOGIA ED IL SAPERE CABALISTICO

Nel METODO 216 una risposta può essere costituita da uno dei 72 angeli che provengono dai libri sapienziali cabalistici. Quali sono i rapporti tra questa antica sapienza e il libro del METODO 216? Da dove scaturiscono queste 72 energie angeliche? Come può essere utilizzata la presenza di un energia angelica nel contesto di un meeting del METODO 216 o nell’utilizzo personale del libro? Andiamo con ordine e partiamo dalle fonti.La storia dei 72 Angeli della Kabbalah è affascinante perché unisce mistica ebraica, matematica sacra e analisi testuale. La loro origine non è un semplice “racconto”, ma deriva da un calcolo preciso basato su uno dei passaggi più iconici dell’Antico Testamento.
​Ecco da dove nascono e come vengono “estratti”:
​1. Il fondamento biblico: L’Esodo
​I 72 Angeli traggono origine dal libro dell’Esodo (14:19-21). In questi tre versetti viene descritta la divisione delle acque del Mar Rosso da parte di Mosè.
​Nella lingua originale (ebraico), ognuno di questi tre versetti è composto esattamente da 72 lettere.
​2. La tecnica dello “Shem HaMephorash”
​Per “estrarre” i nomi degli angeli, i cabalisti utilizzano un sistema chiamato Boustrophedon (una tecnica di scrittura a intreccio):
​Si scrive il versetto 19 in ordine normale (da destra a sinistra).
​Si scrive il versetto 20 in ordine inverso (da sinistra a destra).
​Si scrive il versetto 21 in ordine normale (da destra a sinistra).
​Incolonnando queste tre righe, si ottengono 72 colonne di 3 lettere ciascuna. Ogni colonna forma una “radice” trilittera che rappresenta il nome di un angelo. Questo sistema è noto come Shem HaMephorash (il Nome Diviso o Nome Esplicito di Dio).
​3. La trasformazione in nomi angelici
​Poiché queste radici di tre lettere sono considerate vibrazioni pure dell’energia divina, per renderle “nomi” pronunciabili e personificarle come entità angeliche, i mistici aggiungono generalmente uno dei due suffissi divini:
​-el (che significa “Dio”)
​-iah (che significa “Eterno”)
​Ad esempio, se la radice è V-H-U, l’angelo diventa Vehuiah.
​4. Significato e Diffusione
​Questi nomi non sono solo “nomi propri”, ma sono considerati attributi divini. La Kabbalah insegna che ognuno di questi 72 soffi (o energie) presiede a:
​5 giorni dell’anno: Ognuno di noi ha quindi tre angeli custodi (fisico, emotivo e spirituale) basati sulla data e ora di nascita.
​5 gradi dello Zodiaco: Dividendo i 360° del cerchio zodiacale per 72, si ottengono segmenti di 5° per ogni angelo.
​Le fonti storiche principali
​Sebbene le radici siano bibliche, la struttura che conosciamo oggi si è consolidata attraverso testi fondamentali come:
​Il Sefer Raziel HaMalakh: Un grimorio medievale di magia pratica.
​Lo Zohar: Il testo cardine della Kabbalah.
​Athanasius Kircher: Nel XVII secolo, con la sua opera Oedipus Aegyptiacus, aiutò a diffondere queste conoscenze anche nel mondo occidentale non ebraico.
​Nota di riflessione: Per la Kabbalah, questi 72 nomi non sono “esseri alati” nel senso classico dell’iconografia cristiana, ma sono veri e propri codici energetici che l’uomo può utilizzare per connettersi a diverse frequenze della coscienza divina.