Gli incontri del METODO 216 sono organizzati periodicamente in diverse città per permettere ai lettori del libro di imparare ad usare questo strumento e compiere un cammino di crescita, di evoluzione e di consapevolezza personale. Sono già vari anni che si organizzano questi eventi ed ognuno riserva sorprese, illuminazione e scoperte.
Gli incontri si svolgono secondo una precisa organizzazione stabilita e codificata dal dott. Bartoli Marco: creatore del METODO 216 e dal suo team di collaboratori. Dopo la registrazione dei partecipanti le sedie vengono disposte in circolo. Al centro del cerchio saranno disposte quattro sedie: una sedia in cui siederà “LA FONTE” e tra sedie di fronte ad essa in cui siederanno “GLI AIUTANTI”.
Chi è la fonte? È la persona che decide di comunicare al gruppo un suo problema e richiede l’aiuto del gruppo.
Chi sono gli aiutanti? Sono tre persone estratte a sorte distribuendo delle apposite carte. Il loro ruolo sarà quello di fornire una risposta empatica, autentica, accogliente, non giudicante secondo gli insegnamenti di Carl Rogers.
Prima dell’inizio del dialogo le persone del cerchio
Si prendono per mano stando sedute. Esprimono l’intento di aiutare la persona ad aprirsi agli insegnamenti che l’energia dell’universo vorrà elargire tramite le illuminazioni individuali, l’intuito, l’empatia, l’autenticità, l’accoglienza dei partecipanti e grazie anche alle risposte del libro del METODO 216. vengono estratte anche tre persone che svolgeranno il ruolo di “ARCHETIPI”.
Cosa significa svolgere il ruolo degli archetipi? Le tre persone estratte a sorte come archetipi usciranno dal cerchio e si avvicineranno ad un tavolo dove sono disposte coperte le carte degli archetipi Junghiani. Dopo aver estratto una carta daranno voce all’archetipo . Prima di parlare leggeranno nella carta le parole chiave e le caratteristiche dell’archetipo.
Quindi in ogni evento del METODO 216 ci sono diversi momenti che si susseguono in questo ordine:
1. REGISTRAZIONE
2. FORMAZIONE DEL CERCHIO
3. MEDITAZIONE INIZIALE
4. DEFINIZIONE DELLA FONTE
5. DEFINIZIONE DEI 3 AIUTANTI
6. DEFINIZIONE DEI 3 ARCHETIOPI
7. ESPOSIZIONE DEL TEMA O DEL CONTENUTO DELLA FONTE
8. RISPOSTA EMPATICA DA PARTE DEI TRE AIUTANTI
9. SCELTA DI UNO DEI TRE AIUTANTI DA PARTE DELLA FONTE PER CONTINUARE IL DIALOGO
10. PARLANO I 3 ARCHETIPI
Solo dopo queste fasi la persona riceverà le 5 risposte del libro del METODO 216. Sarà poi il conduttore dell’evento a decifrare il messaggio nascosto nelle 5 risposte. Esse compongono un puzzle. Sono 5 aspetti di un’ unica verità spirituale, psicologica, esistenziale e Karmica. Le risposte del METODO 216 tengono conto non solo del problema sollevato dalla fonte, ma anche dei preziosi contributi dati dagli aiutanti, dagli archetipi e dal tutto il gruppo.
Tutto l’incontro ed ogni parola dei partecipanti viene pronunciata in un clima di rispetto, non giudizio, accoglienza, empatia, autenticità. Si crea un luogo protetto e potentissimo dove le vibrazioni positive di ognuno concorrono a creare una armonia di intenti ed un equilibrio di ragione, emozione, intuito, consapevolezza, dono, amore, rispetto, condivisione. La fonte porterà a casa un bagaglio prezioso di spunti originali su cui riflettere e meditare per le settimane successive.
Mentre i tre aiutanti arricchiscono la fonte con la loro sensibilità personale, i tre archetipi danno voce ad una energia inconscia che vuole manifestarsi, una forza primordiale e universale che fa sentire la sua presenza. Le 5 risposte del METODO 216 sono la sintesi di queste due forze . Anche Hegel parlava di Tesi-Antitesi. Ma se le parole degli aiutanti sono la tesi, le parole degli archetipi non sono antitesi. Io preferisco parlare di una forza yin ed una forza yang che si completano in un processo sinergico e dinamico.
La forza yin è interna e centripeta, la forza yang è esterna e centrifuga. Una riguarda l’interiorità e l’altra riguarda l’esteriorità. La risposta pentamorfica del METODO 216 riguarda sia gli aspetti interiori che quelli esteriori insiti nella domanda della fonte. In pratica la risposta del libro, illuminando le zone d’ombra, riguarda sia il fare che l’essere, sia la struttura che la funzione degli elementi coinvolti. Vi suggerisco di sperimentare almeno una volta le ispirazioni che possono scaturire dagli eventi del METODO 216
Dr.Marco Bartoli
Ideatore e realizzatore del METODO 216
