I simboli Adinkra

I simboli Adinkra

I simboli Adinkra sono un insieme di simboli visivi provenienti dal popolo Akan del Ghana ( in particolare gli Ashanti) e dal popolo Gyman della Costa d’Avorio. Non sono semplici decorazioni. Ogni simbolo Adinkra rappresenta un concetto filosofico, una verità, un aforisma o proverbio e incarna la saggezza tradizionale e la cultura di un intero popolo. La parola Adinkra in Twi ( la lingua degli Akan) significa addio o congedo, riflettendo il loro uso storico iniziale sui tessuti funebri  per esprimere dolore e dare l’addio al defunto. Tradizionalmente erano stampati su tessuti chiamati Adinkra ed indossati con regalità dai leader spirituali e politici durante le cerimonie religiose o ufficiali. Oggi sono ampiamente utilizzati non solo su tessuti ma anche in gioielleria, ceramica, architettura, loghi, tatuaggi e sono riconosciuti globalmente come simboli potenti ed affascinanti del sapere esoterico africano.

Ogni simbolo ha un disegno, un nome, un significato letterale, un concetto o un valore più profondo ed un proverbio associato. Ad esempio il simbolo chiamato Sankofa rappresenta un uccello che gira la testa  all’indietro per afferrare un uovo sul suo dorso. Il proverbio associato a Sankofa è: Non è sbagliato tornare indietro per ciò che hai dimenticato.

” Il valore profondo quindi è molteplice: potrebbe essere impara dal passato oppure recupera qualcosa di importante che stai trascurando, oppure sviluppa i tuoi talenti. L’uovo può essere considerato come un simbolo di qualcosa che deve nascere o svilupparsi. Potrebbe significare anche occupati dei tuoi figli o della tua progenie (l’uovo può essere visto anche come simbolo della progenie). Come si può vedere questo ventaglio di significati profondi è molto più ampio e variegato del semplice e lapidario detto “torna indietro e prendilo” che rappresenta il nudo ed embrionale significato letterale. Una delle risposte che il METODO 216 può donare dunque può arrivare anche dalla profondità di questi simboli africani che in origine erano 50-60 ed ora sono oltre 100.

Ricordo la prima volta che consultai  il METODO 216 per chiedere all’oracolo stesso un’illuminazione sul modo corretto di utilizzarlo e sul significato profondo di ciò che mi accingevo ad usare anche in pubblico. Ero molto incuriosito riguardo alle cinque risposte che avrei ottenuto. Una delle cinque risposte che ottenni fu proprio uno di questi simboli africani. Il mio stato d’animo oscillava tra il piacere per aver terminato un ‘opera che ritenevo importante per me, (visto che era un lavoro che mi aveva occupato per circa due anni) ed il timore che questo lavoro non fosse capito e apprezzato in quanto molto innovativo ed unico nel suo genere.

La risposta che arrivò fu illuminante e mi incoraggiò a proseguire nell’impresa. Venne fuori il simbolo Adinkra dei Kuronti e degli Akwamu. Il libro spiega così questo simbolo: “I Kuronti e gli Akwamu sono due gruppi diversi che si incontrano per parlare in seguito ad una disputa. E’ il tavolo del gran consiglio del villaggio. E’ simbolo di democrazia, condivisione di idee, conciliazione, diplomazia, comunicazione efficace e pacifica che rispetta l’altro.” Rimasi sorpreso e senza parole! Era proprio quello che intendevo fare: creare un luogo protetto da litigi, discordie, conflitti e manipolazioni.

Volevo creare uno spazio accogliente e condiviso, lontano dalla banalità e dalla superficialità spesso presente nei nostri giorni. Il simbolo potente dei Kuronti e degli Akwamu  con autorevolezza mi spingeva a proseguire nei miei progetti. Il METODO 216 era secondo l’oracolo stesso il nuovo tavolo del gran consiglio del villaggio globale!! E’ come se il libro stesso avesse risposto proprio a me che lo avevo immaginato e poi realizzato con lungo impegno: “Caro dottor Bartoli, hai voluto la bicicletta? Adesso allora pedala!” In pratica non dovevo considerare conclusa l’opera una volta finito di scrivere il libro ma anzi, ero agli inizi di un lungo percorso. Dovevo far conoscere questo metodo, insegnare ad usarlo, condividerlo insieme a coloro che come me desiderassero crescere a livello umano e spirituale facendo tesoro della sapienza di tutti i popoli della terra. Diamo quindi il benvenuto a tutti voi che siete i Kuronti e gli Akwamu del terzo millennio, coloro che si incontrano per sanare i conflitti dentro e fuori di sé, coloro che cercano pace, equilibrio e condivisione attraverso forme nuove di comunicazione e consapevolezza.