L’I CHING

L’ I Ching è il libro dei mutamenti. E’ uno dei libri più antichi dell’umanità e rappresenta un testo basilare del taoismo cinese. Scrivo queste poche righe su questo antico ed affascinante oracolo perché lo studio e lo consulto da decenni ed ancora le sue risposte non smettono di sorprendermi ed illuminarmi. Nel primo capitolo del libro IL METODO 216 parlo del mio incontro con questo antico testo orientale e descrivo alcune risposte straordinariamente incisive e potenti che ho ricevuto da esso. La consapevolezza che il sistema oracolare dell’I Ching funziona è stata la scintilla che mi ha spinto a creare un oracolo moderno adatto all’uomo del ventunesimo secolo. A differenza dell’I Ching il METODO 216 contiene però tante conoscenze provenienti da molteplici sapienze antiche, non solo la conoscenza taoista. A partire dal leggendario primo imperatore Fu Xi, diversi personaggi della storia cinese hanno arricchito il libro dei mutamenti con il loro sapere e le loro interpretazioni. Diverse dinastie imperiali ne hanno favorito lo studio, l’uso e l’insegnamento. Di seguito elenchiamo queste dinastie per capire in che misura questa straordinaria opera sia profondamente radicata nella cultura cinese:
•Dinastia SHANG (1765 A.C.- 1123 A.C.)
•Dinastia Zhou Occidentale (1122 A.C.-771 A.C)
•Dinastia Zhou Orientale (770 A.C.- 256 A.C.)
•Dinastia Han (206 A.C.- 220 D.C.)
•Periodo dei Tre Regni (220 D.C. -265 D.C.)
•Dinastia Song (960 D.C. -1279 D.C.)
•Dinastia Ming (1368 D.C.- 1644 D.C.)
•Dinastia Qing (1644 D.C. – 1911 D.C.)
•Repubblica (1912 D.C.- 1949 D.C.)
•Repubblica Popolare (dal 1949 in poi).
Anche in occidente sono stati numerosi gli studiosi, gli artisti ed i filosofi che hanno cercato di penetrare nei misteri di questa opera arcaica ed affascinante. Possiamo citare a questo proposito Olga Froebe-Kaptien, Richard Wilhelm, Carl Gustav Jung, Rudolf Ritsema, Adolf Portman. E’ grazie al lavoro di questi ed altri appassionati studiosi che questo testo è giunto a noi donandoci immagini evocative ed idee nuove per fornirci nuove ispirazioni. Ma quale è il rapporto tra le parole spesso oscure del testo scritto, le immagini in esso descritte e le idee che ne scaturiscono? Possiamo rispondere con le parole di Wang Bi vissuto tra il 226 ed il 249 D.C. Egli è uno dei massimi esperti cinesi in questa materia, autore di un importante commentario all’I Ching “L’idea trova espressione nell’immagine. L’immagine si rivela attraverso la parola. Perciò le parole servono a chiarire l’immagine. Ottenuta l’immagine si dimenticano le parole. E le immagini
servono a contenere l’idea. Ottenuta l’idea, si dimenticano le immagini. E’come la trappola con cui si cattura la lepre. Catturata la lepre si dimentica la trappola. Oppure la nassa con cui si prende il pesce. Preso il pesce si dimentica la nassa. Così la parola è una trappola per catturare le immagini e l’immagine è una nassa per contenere le idee.”
I CHING- Il libro della versatilità- Eranos, Red Edizioni.